Kant a 20 euro

Pubblicato il da eternoritorno

Seconda lezione sulla dialettica trascendentale, al parco, con ripresa e conclusione della Critica della Ragion Pura. Spiego la dialettica trascendentale, azzardo lo schematismo trascendentale evitando accuratamente i principi dei concetti puri dell'intelletto (dice che la prof non li ha fatti...) e mi dirigo spedito verso le mirabolanti psicologia, cosmologia e teologia razionali.

Una volta snocciolati le sinossi con Cartesio riguardo al significato di idee, via con il solito richiamo ai precedenti: temi e confronti. Pindaricamente si finisce per parlare della morale, ma solo dopo attenta analisi dell'Io penso o appercezione pura (dicasi: autocoscienza), dell'imperativo categorico e di quanta strada ci sarebbe ancora da fare nel regno dei fini (in Italia qualcuno s'è mosso, ma in ritardo, evidentemente) - con o senza Kant.

Quindi la ragazza s'accende per la Critica del Giudizio. Ride delle definizioni di bello e di sublime, sembra simpatizzare con l'analisi dell'uomo di genio e di tutta quella roba romantica che ci azzecca poco con quello che viene prima (specie la parte del bello di natura...) - quindi la chiusura in veste aneddotica.

Chiacchiero di Hegel, ma giusto per concludere l'ora abbondante.

20 euro.

Esentasse.

Con un gruppo di sovietiche in pausa (è mercoledì pomeriggio) che mi guardano malissimo. Per loro ho vaneggiato con una ragazza più giovane di me (forse carina, avranno pensato) nient'altro che per intascare ignobilmente la bellezza di 20 euro, na roba che loro intascano dopo ben altre fatiche.

Per quanto Kant sarebbe oggi un polacco, non mi sovvengono brillanti interpreti del nostro... Giustizia è fatta.

Per cena gusterò qualche saporito involtino di vitello con zucchine e crema di formaggio.

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