Effetti placebo

Pubblicato il da eternoritorno

vinoI finti intenditori, sicuramente la maggioranza nel vasto e variegato panorama del genere umano, degustano il vino attribuendone la qualità in funzione del costo. Più il vino costa, più è buono. Lo aveva già stabilito una ricerca del California Institute od Technology, che, filmati e dati alla mano, aveva chiesto a 21 volontari di assaggiare alcune bottiglie di Cabernet-Sauvignon (sì, proprio il vino che sa di salvia), ognuno di prezzi diversi - ma, ed è qui che viene il bello, in alcuni casi non veritieri (grazie, magiche etichette!), per poi scegliere i loro preferiti. In un caso alle cavie era stato dato lo stesso vino ma sulle bottiglie erano indicati due prezzi assolutametne diversi. Cosa era successo? Ebbene, la maggior parte aveva preferito quello fatto passare per più costoso. Notevole vero? Beninteso, valeva anche il contrario. I ricercatori (preferibilmente astemi) erano riusciti a spacciare ai sommelier dilettanti un Sauvignon da 90 dollari per uno da 10 e a far credere così che uno da cinque ne valesse 45. Pensiamo cosa questo significhi per le nostre signore in shopping il sabato pomeriggio. Pensiamo a quali possibili disastri è capace di combinare l'economia emozionale. Una buona notizia per i negozianti, che possono vendere alzando il prezzo delle propria merce (ovvio, da quanto detto, che il sottocosto spesso non aiuta, anzi - pensiamo a chi compre al discount, non è "etichettato" come straccione? Peccato che alcuni prodotti siano gli stessi di quelli in commercio nei supermercati "tradizionali"...).

Da tutto questo si evince che il cervello è un organo altamente condizionabile - anche biologicamente. Nell'esperimento americano, esso venne sottoposto a un esame con uno scanner per verificare l'attività della corteccia frontale, l'area del cervello associata all'attività decisionale e del gusto. Risultato: entrambe le zone erano più attive mentre il volontario assaggiava il vino ufficilmente più costoso. Non solo le aspettative condizionano dunque l'esperienza in modo sostanziale, ma l'organismo reagisce diversamente se il cervello interpreta una cosa per un'altra. Ecco perchè quando prendo una pastiglia per farmi passare il mal di testa, il mal di testa passa indipendentemente da quello che la pastiglia contiene (spesso solo glucosio). E' il famoso effetto placebo - che vale anche in audiofilia e in ogni campo estetico in cui in gioco è una qualche funzione decisionale. Ti dicono che l'amplificatore Tal dei Tali funziona benissimo? Bene, tu ascoltandolo, confermerai - di tendenza - tale giudizio. Certo, a meno che non sia particolarmente abile a "smascherare" i finti miti. A quando l'elettrocefalogramma per i recensori delle riviste audio?

A buon intenditor...

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